La perdita da 8,2 miliardi di dollari registrata da Strategy nel secondo trimestre del 2026 ha riaperto il dibattito sulla sostenibilità delle società che hanno costruito la propria strategia finanziaria sull’accumulo di Bitcoin. Ne abbiamo parlato con Massimo Fustinoni, CEO di Blotix Fund LLC, mettendo a confronto l’andamento di Bitcoin, del titolo Strategy e di Blotix tra gennaio e luglio 2026.
Strategy ha registrato una perdita trimestrale superiore a 8 miliardi di dollari. È il segnale che la strategia basata sull’accumulo di Bitcoin non funziona più?
Non parlerei di fallimento del modello, ma certamente di una fase che ne mostra tutte le fragilità. La perdita deriva in larga parte dalla svalutazione contabile delle riserve in Bitcoin, quindi non rappresenta necessariamente un’uscita di liquidità equivalente. Resta però un dato molto importante, perché dimostra quanto il bilancio di una società possa diventare dipendente dall’andamento di un singolo asset.
Quando Bitcoin sale, il modello appare estremamente efficace. Quando il prezzo scende, la volatilità si trasferisce direttamente sul patrimonio, sui risultati economici e sulla percezione degli investitori. Il caso Strategy dimostra che anche una strategia costruita su un asset considerato solido nel lungo periodo può attraversare fasi di forte tensione nel breve e nel medio termine.
Strategy viene spesso considerata una sorta di Bitcoin quotato in borsa. È una definizione corretta?
È una definizione semplice, ma non del tutto precisa. Acquistare un’azione Strategy non equivale ad acquistare direttamente Bitcoin. Chi compra il titolo si espone certamente al valore delle riserve digitali della società, ma anche alla sua struttura finanziaria, ai debiti, alle emissioni di nuove azioni, ai dividendi privilegiati e alle scelte del management.
Strategy è diventata un veicolo finanziario molto complesso, nel quale Bitcoin rappresenta l’elemento centrale, ma non l’unico. Per questo il titolo può scendere più di Bitcoin nelle fasi negative e, in determinate condizioni, salire più velocemente nelle fasi positive. La quotazione incorpora non soltanto il prezzo dell’asset digitale, ma anche la fiducia del mercato nella capacità della società di finanziare e sostenere nel tempo il proprio modello.
Nel 2026 il titolo Strategy è passato da circa 150 dollari a gennaio a circa 95 o 100 dollari. Come interpreta questa discesa?
La interpreto come il risultato di una doppia pressione. Da un lato c’è stata la riduzione del prezzo di Bitcoin. Dall’altro il mercato ha iniziato a valutare con maggiore attenzione il costo finanziario del modello Strategy.
Accumulare Bitcoin attraverso debito, titoli convertibili e nuove emissioni può funzionare finché gli investitori continuano a fornire capitale e il valore dell’asset cresce. Quando il ciclo cambia, emergono il rischio di diluizione, il peso degli interessi, i dividendi da pagare e la necessità di mantenere riserve liquide sufficienti.
La seguente scheda sintetizza l’andamento dei tre asset presi in esame tra gennaio e luglio 2026.
Possiamo spiegare questa differenza attraverso un confronto semplice?

Possiamo partire da un investimento ipotetico di 10.000 dollari effettuato a gennaio 2026. Sulla base dei valori utilizzati per questa analisi, oggi un investimento in Bitcoin varrebbe circa 7.200 dollari, con una perdita vicina al 28 per cento.
Lo stesso capitale investito nel titolo Strategy varrebbe circa 6.500 dollari, con una riduzione nell’ordine del 35 per cento. Se invece i 10.000 dollari fossero stati impiegati in Blotix al prezzo iniziale di 5 dollari, con il valore successivamente salito a 50 dollari, il capitale avrebbe raggiunto i 100.000 dollari.

Parliamo quindi di una crescita di dieci volte per Blotix?
Esattamente. Il passaggio da 5 a 50 dollari corrisponde a una moltiplicazione per dieci del prezzo. In termini percentuali significa una crescita del 900 per cento rispetto al capitale iniziale.
Chi avesse investito 10.000 dollari avrebbe acquistato 2.000 Blotix. Al valore di 50 dollari per unità, quegli stessi asset avrebbero raggiunto un controvalore di 100.000 dollari. È un confronto che colpisce immediatamente, soprattutto se affiancato alla diminuzione registrata nello stesso periodo da Bitcoin e Strategy.
Il dato non deve essere utilizzato come promessa, ma come rappresentazione concreta di tre traiettorie profondamente diverse. Bitcoin ha attraversato una fase di correzione, Strategy ha amplificato la discesa e Blotix ha registrato una crescita particolarmente rilevante.
Che cosa sarebbe accaduto con un investimento iniziale di 100.000 dollari?
La proporzione rende il confronto ancora più evidente. I 100.000 dollari investiti in Bitcoin avrebbero oggi un valore indicativo di circa 72.000 dollari. Investiti in Strategy sarebbero scesi a circa 65.000 dollari.
Lo stesso capitale impiegato in Blotix al prezzo di 5 dollari avrebbe consentito l’acquisto di 20.000 unità, che al prezzo di 50 dollari avrebbero raggiunto un valore complessivo di 1 milione di dollari.

Un altro confronto particolarmente efficace riguarda il controvalore di un Bitcoin. Può spiegarlo?
Assumiamo che a gennaio 2026 un Bitcoin valesse circa 89.000 dollari. Se un investitore avesse conservato quel Bitcoin, oggi si ritroverebbe con un asset dal valore indicativo di circa 64.000 dollari.
Se invece avesse utilizzato gli stessi 89.000 dollari per acquistare Blotix al prezzo di 5 dollari, avrebbe ottenuto circa 17.800 unità. Con Blotix a 50 dollari, il valore complessivo sarebbe oggi vicino a 890.000 dollari.

Possiamo quindi affermare che Blotix sia un investimento migliore di Bitcoin?
Bisogna evitare conclusioni automatiche. Stiamo descrivendo un andamento storico relativo a un determinato periodo, non formulando una previsione. La crescita passata non garantisce risultati futuri e ogni asset presenta caratteristiche, dimensioni di mercato, livelli di liquidità e profili di rischio differenti.
Bitcoin dispone di una capitalizzazione, di una liquidità e di una storia di mercato che non possono essere paragonate automaticamente a quelle di un asset emergente. Strategy, a sua volta, è una società quotata e incorpora rischi societari e finanziari ulteriori rispetto alla semplice detenzione di Bitcoin.
Il confronto serve a fotografare ciò che è accaduto tra gennaio e luglio 2026. Non deve essere interpretato come una promessa di rendimento, come una garanzia di crescita futura o come una sollecitazione a investire.
Qual è allora il significato più profondo di questi numeri?
Il dato interessante è che il mercato digitale non si muove più attorno a un solo centro. Per molti anni Bitcoin è stato considerato quasi l’unico riferimento credibile dell’intero settore. Oggi esistono progetti che cercano di costruire valore attraverso ecosistemi, servizi, beni reali, tokenizzazione e strumenti finanziari innovativi.
Il capitale si sposta dove percepisce crescita, utilità, visione e capacità di esecuzione. Questo non riduce l’importanza di Bitcoin, ma dimostra che la nuova economia digitale sta diventando più articolata. La competizione non riguarda più soltanto il prezzo, ma la capacità di trasformare tecnologia, comunità e progettualità in valore economico riconoscibile.
Il caso Strategy insegna qualcosa anche a Blotix?
Certamente. Insegna che la crescita del prezzo non è sufficiente. Un progetto deve possedere fondamenta economiche, riserve, trasparenza, governance e capacità di affrontare i momenti negativi del mercato.
Strategy ha mostrato una straordinaria capacità di raccogliere capitale, ma ha anche evidenziato i rischi della concentrazione. Blotix deve crescere evitando di confondere l’espansione con la semplice speculazione. Il vero obiettivo non è soltanto aumentare il valore dell’asset, ma costruire un’infrastruttura capace di durare, produrre utilità e resistere alle oscillazioni del mercato.
Quale ruolo svolge la fiducia in questo processo?
La fiducia è l’elemento decisivo. Ogni strumento finanziario vive della fiducia di chi lo utilizza, lo acquista o lo accetta come rappresentazione di valore. La blockchain aggiunge trasparenza e verificabilità, ma non elimina la responsabilità umana.
Un progetto credibile deve comunicare con chiarezza ciò che fa, distinguere i risultati raggiunti dalle prospettive future e non utilizzare la tecnologia come una promessa astratta. La fiducia non nasce soltanto dall’aumento del prezzo. Nasce dalla capacità di costruire regole, processi e strumenti che rendano il valore comprensibile e verificabile.
Strategy è una società quotata. Blotix, invece, è un asset digitale. Il confronto non rischia di essere troppo distante?
Le due realtà sono differenti, ma proprio questa differenza rende il confronto interessante. Strategy ha portato Bitcoin dentro il mercato azionario tradizionale. Blotix si muove invece nella direzione opposta, cercando di costruire valore direttamente all’interno dell’economia digitale.
Il confronto non vuole sostenere che i tre strumenti siano identici. Serve piuttosto a osservare come capitali della stessa entità abbiano prodotto risultati profondamente differenti nello stesso arco temporale.

Arriviamo allora alla domanda conclusiva. Se Strategy è diventata il simbolo della società quotata costruita attorno a Bitcoin, quale potrebbe essere il prossimo passo per Blotix?
È una domanda ambiziosa, ma inevitabile. Oggi osserviamo un asset passato da 5 a 50 dollari mentre Bitcoin e Strategy attraversano una fase di contrazione. Domani il mercato potrebbe chiedersi se questa crescita possa essere trasferita anche dentro una struttura societaria aperta ai capitali tradizionali.
Una quotazione significherebbe confrontarsi con regole, bilanci, trasparenza, governance e investitori istituzionali. Significherebbe trasformare il valore costruito nell’ecosistema digitale in una realtà capace di dialogare direttamente con il mercato finanziario globale.
A quel punto la domanda non sarebbe più soltanto quanto possa valere Blotix, ma quale valore potrebbe generare come impresa, infrastruttura ed ecosistema internazionale.
E se fosse Blotix, un giorno, a quotarsi in borsa?
I confronti contenuti nell’intervista hanno finalità esclusivamente storiche, informative e illustrative. I dati non costituiscono una previsione, una promessa o una garanzia di rendimenti futuri, né una sollecitazione all’investimento.