Il mercato delle criptovalute ha iniziato la settimana con maggiore stabilità dopo la temporanea sospensione degli attacchi tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz. La riduzione delle tensioni ha alleggerito i timori per l’approvvigionamento energetico mondiale e ha favorito una ripresa degli asset considerati più rischiosi, dalle azioni tecnologiche ai token della finanza decentralizzata.
Il segnale più evidente è arrivato dal petrolio. Il Brent, che nei giorni precedenti aveva superato i 100 dollari al barile, è sceso rapidamente verso quota 87 dollari, perdendo oltre il 7 per cento. Il ribasso ha ridotto la pressione sulle aspettative di inflazione, perché prezzi energetici più bassi possono contenere i costi di trasporto, produzione e consumo. Anche i futures sul Nasdaq 100 e sull’S&P 500 hanno reagito positivamente, mostrando come geopolitica, energia e mercati digitali siano ormai strettamente collegati.
Bitcoin è rimasto vicino ai 65.000 dollari, senza partecipare pienamente al recupero degli altri asset. Dopo avere toccato circa 65.600 dollari nelle contrattazioni domenicali, la criptovaluta ha consolidato poco sopra 65.000. La calma apparente nasconde però un miglioramento del clima generale. Nelle ultime ventiquattro ore molte posizioni ribassiste sono state chiuse forzatamente, contribuendo a liquidazioni complessive per circa 312 milioni di dollari.
Ether ha mostrato maggiore forza, avvicinandosi alla soglia psicologica dei 2.000 dollari. Il prezzo è salito verso 1.963 dollari, proseguendo la sovraperformance rispetto a Bitcoin iniziata dopo i minimi di giugno. Anche il mercato dei derivati ha confermato questa tendenza. L’interesse aperto sui futures di Ethereum ha raggiunto 14,66 milioni di ETH, il livello più alto dal 7 giugno, mentre i tassi di finanziamento positivi hanno indicato una presenza più decisa degli acquirenti.
La ripresa non ha coinvolto tutte le criptovalute nello stesso modo. I token collegati alla finanza decentralizzata hanno guidato i rialzi. Aave e Lido DAO hanno guadagnato circa il 9 per cento, mentre Ondo è avanzato del 7 per cento. PUMP ha registrato un balzo superiore al 12 per cento, portando la propria capitalizzazione vicino a 800 milioni di dollari. Al contrario, alcune monete orientate alla privacy, come Zcash e Monero, hanno chiuso in territorio negativo.
Gli investitori restano comunque prudenti. L’interesse aperto sui futures di Bitcoin è sceso a circa 740.000 BTC, rispetto agli oltre 760.000 registrati venerdì. Il dato suggerisce che una parte dei trader professionali non considera ancora il rimbalzo sufficientemente solido. Anche il mercato delle opzioni continua a mostrare una domanda elevata di protezione contro nuove discese, sebbene il timore di breve periodo si sia attenuato.
L’attenzione si sposta ora sulla Federal Reserve. L’inflazione statunitense, spinta nelle settimane precedenti dal caro petrolio, si è avvicinata al 4,1 per cento. I mercati valutano la possibilità di un aumento dei tassi, ma la tregua temporanea ha ridotto questa probabilità dal 37,4 al 30,5 per cento. Una politica monetaria più restrittiva renderebbe meno convenienti gli investimenti speculativi e potrebbe frenare la ripresa di Bitcoin ed Ether.
La pausa militare non rappresenta ancora una soluzione definitiva. Le rotte energetiche restano vulnerabili e un nuovo deterioramento dei rapporti tra Washington e Teheran potrebbe riportare rapidamente il petrolio verso l’alto. Per questo il recupero delle criptovalute appare selettivo e fragile. Il mercato ha accolto il sollievo geopolitico, ma continua ad attendere conferme dalla diplomazia, dalla Fed e dai flussi di capitale istituzionali.
In questo scenario, la vera novità è la velocità con cui le criptovalute reagiscono agli eventi internazionali. I mercati digitali restano aperti senza interruzioni e incorporano immediatamente notizie politiche, militari e monetarie. Questa caratteristica aumenta le opportunità operative, ma rende indispensabili disciplina, gestione del rischio e capacità di distinguere un semplice rimbalzo tecnico da una ripresa sostenibile duratura.