La Financial Conduct Authority britannica considera i pagamenti transfrontalieri il terreno più promettente per l’impiego delle stablecoin. L’indicazione emerge dal confronto avviato dal regolatore con banche, società fintech, prestatori di servizi di pagamento, emittenti di moneta digitale e operatori delle infrastrutture finanziarie. Il punto centrale è semplice: nei trasferimenti internazionali il denaro continua spesso a muoversi attraverso numerosi intermediari, con tempi, costi e controlli differenti da Paese a Paese.
Nel marzo 2026 la FCA ha riunito circa 75 rappresentanti del settore per analizzare l’utilizzo delle stablecoin nei pagamenti al dettaglio, nelle rimesse, nel commercio elettronico e nelle operazioni tra imprese. A maggio è seguito un tavolo dedicato alla finanza commerciale e ai pagamenti programmabili. Dalle discussioni è emersa una valutazione abbastanza netta: il vantaggio più immediato riguarda i flussi diretti verso mercati emergenti, dove l’accesso ai dollari può essere limitato e i sistemi bancari tradizionali risultano più costosi o meno efficienti.
Le stablecoin possono trasferire valore su blockchain senza attendere gli orari di apertura delle banche e senza dover attraversare una lunga catena di corrispondenti. Il regolamento può avvenire in pochi minuti, ventiquattro ore al giorno, con una maggiore visibilità del percorso seguito dai fondi. Secondo le stime richiamate nel dibattito, il mercato potenzialmente raggiungibile fuori dai Paesi del G20 vale circa 17.900 miliardi di dollari e sale a 23.500 miliardi considerando le economie esterne al G10.
Questa opportunità non significa però che ogni pagamento internazionale debba essere sostituito da una soluzione blockchain. Nei principali corridoi commerciali, i trasferimenti tramite SWIFT e le reti bancarie esistenti sono già relativamente rapidi ed economici. Il vantaggio delle stablecoin diventa più evidente nei mercati caratterizzati da minore liquidità, difficoltà nell’accesso alla valuta statunitense, commissioni elevate e tempi di regolamento poco prevedibili.
Sul mercato domestico britannico, invece, la spinta al cambiamento appare più debole. I consumatori dispongono già di pagamenti digitali veloci e spesso percepiti come gratuiti. Per convincerli a usare una stablecoin non basta quindi offrire una transazione tecnicamente più moderna. I commercianti potrebbero essere maggiormente interessati, perché la riduzione delle commissioni, l’accredito più rapido e una migliore gestione della liquidità possono incidere concretamente sui margini.
Altri possibili sviluppi riguardano il commercio elettronico internazionale, i micropagamenti e i pagamenti eseguiti da sistemi di intelligenza artificiale capaci di operare autonomamente. La programmabilità consente infatti di collegare il trasferimento di denaro al verificarsi di determinate condizioni, automatizzando consegne, fatture e regolamenti tra imprese. Questa stessa caratteristica introduce tuttavia nuovi rischi, soprattutto quando errori nel codice o vulnerabilità degli smart contract possono bloccare o deviare i fondi.
La FCA ritiene essenziale il coinvolgimento delle banche, considerate decisive per garantire fiducia, interoperabilità e diffusione su larga scala. Restano aperti i problemi legati all’antiriciclaggio, all’identificazione dei clienti, alla responsabilità degli intermediari e alla tutela dell’utente in caso di errore. Anche il trattamento fiscale e contabile dovrà essere coerente con la funzione monetaria delle stablecoin.
La strategia del regolatore non consiste nel favorire una tecnologia specifica, ma nel disciplinare i rischi prodotti dalle attività svolte. Serviranno quindi regole su riserve, custodia, rimborsi, sicurezza operativa e gestione dei reclami. Solo un quadro comprensibile potrà permettere alle imprese di investire e agli utenti di distinguere strumenti affidabili da progetti privi di garanzie.
Il Regno Unito ha pubblicato il 30 giugno 2026 le regole definitive per gli emittenti britannici, prevedendo riserve adeguate e rimborso al valore nominale. Il nuovo regime entrerà in vigore il 25 ottobre 2027, mentre le stablecoin considerate sistemiche saranno sottoposte anche alla vigilanza prudenziale della Bank of England. Londra prova così a trasformare l’innovazione in un’infrastruttura regolata, utile soprattutto dove i pagamenti tradizionali mostrano ancora i loro limiti.