Ether torna al centro dell’attenzione dei mercati e, nella settimana iniziata il 13 luglio, corre più velocemente di Bitcoin e delle criptovalute. Il 16 luglio il token della rete Ethereum veniva scambiato vicino a 1.920 dollari, con un progresso netto dell’11 per cento in sette giorni. Nello stesso periodo Bitcoin guadagnava poco più del 4 per cento, mentre Solana, Tron e Hyperliquid mostravano una tendenza debole o negativa. Il movimento non sembra quindi il risultato di un rialzo generalizzato del settore, ma di un interesse concentrato su Ether.
Uno dei segnali più importanti arriva dagli ETF spot. Nei primi tre giorni della settimana i prodotti collegati al prezzo di Ether hanno raccolto circa 96 milioni di dollari, superando gli 84 milioni registrati nella settimana precedente. Il ritorno dei capitali rappresenta un cambiamento significativo dopo una fase difficile, segnata a fine giugno da forti riscatti e da una minore propensione al rischio.
A guidare la ripresa è stata BlackRock. Nella seduta del 15 luglio, gli ETF spot su Ether hanno registrato afflussi per circa 53,9 milioni di dollari. Il fondo ETHA ne ha raccolti 45,3 milioni, mentre un secondo prodotto BlackRock ha attirato altri 4 milioni. Quasi tutto il denaro della giornata si è concentrato sui suoi veicoli, lasciando agli altri fondi una quota ridotta.
Il dato conferma che il mercato degli ETF crypto sta diventando più selettivo. Gli investitori tendono a privilegiare i prodotti più liquidi, riconoscibili e convenienti. ETHA applica una commissione dello 0,25 per cento e, al 15 luglio, amministrava circa 5,38 miliardi di dollari. Il fondo consente di ottenere esposizione al prezzo di Ether attraverso un conto di intermediazione, senza acquistare la criptovaluta o gestire chiavi private.
La situazione è diversa per il vecchio Ethereum Trust di Grayscale, che applica costi più elevati e continua a subire riscatti. Dal debutto dei nuovi prodotti spot, il fondo originario ha perso circa 5,3 miliardi di dollari. La distanza tra gli operatori mostra quanto commissioni, reputazione del gestore e facilità di negoziazione siano diventate decisive nella competizione per il capitale istituzionale.
Anche gli ETF su Bitcoin continuano a muovere somme importanti, ma con un andamento meno stabile. Il 13 luglio i fondi dedicati a Bitcoin hanno registrato uscite per circa 424 milioni di dollari, seguite il giorno successivo da ingressi per 181 milioni. Movimenti così rapidi e contrapposti indicano un mercato dominato da tattiche di breve periodo, prese di profitto e riallocazioni, più che dalla costruzione graduale di nuove posizioni.
Ether beneficia inoltre di una seconda fonte di domanda. Il primo luglio Robinhood ha avviato la rete principale pubblica di Robinhood Chain, una soluzione di secondo livello costruita sull’infrastruttura Arbitrum e collegata a Ethereum. La rete utilizza Ether per il pagamento delle commissioni e ha registrato volumi elevati sugli exchange decentralizzati, alimentati in larga parte dal trading di memecoin. Questa attività rafforza la percezione di Ethereum come infrastruttura per applicazioni finanziarie, tokenizzazione e finanza decentralizzata.
Il vantaggio settimanale di Ether non elimina i rischi. Il prezzo resta volatile, gli afflussi negli ETF possono invertirsi rapidamente e una parte dell’attività sulla nuova rete di Robinhood dipende da operazioni speculative. Anche ETHA, nonostante la recente ripresa, mostrava ancora una performance negativa dall’inizio del 2026.
Il quadro segnala però un cambiamento nel comportamento degli investitori. Dopo mesi in cui Bitcoin ha assorbito gran parte dell’attenzione istituzionale, Ether torna a essere valutato non soltanto come criptovaluta, ma come risorsa collegata a un’infrastruttura digitale utilizzata da piattaforme e nuovi mercati. Resta da capire se i flussi di questa settimana rappresentino l’inizio di una tendenza più solida oppure una rotazione temporanea in un mercato ancora fragile.